L'Equilibrio in Condizioni Di Oligopolio: Collisioni Di Strategie O Strategie Collusive? Dall'Approccio Classico Alla Moderna Teoria Dei Giochi.

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  • Published : April 17, 2009
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INTRODUZIONE

Le TEORIE DELL’OLIGOPOLIO studiano settori in cui si verificano situazioni intermedie tra le due forme di mercato “pure”, CONCORRENZA PERFETTA e MONOPOLIO, la cui caratteristica comune, che nasce dalla competizione tra un numero limitato di produttori, è l’influenza che le scelte di ciascuna impresa determinano sulle scelte delle altre modificandone i profitti; l’analisi in questione consiste quindi nell’attenta ricostruzione dell’interazione che si determina fra tutte le imprese che operano nello stesso mercato. Per tali ragioni gli sviluppi della teoria dell’oligopolio si sono sempre intrecciati con lo studio delle interazioni strategiche. Questa analisi cercherà di ricostruire le caratteristiche fondamentali della competizione oligopolistica ed in particolar modo le condizioni di equilibrio raggiungibili dalle imprese nei diversi modelli teorici dello studio dei mercati oligopolistici, dall’approccio classico alla più moderna TEORIA DEI GIOCHI. Nella realtà assistiamo ad un forte dinamismo dei settori oligopolistici caratterizzato da due distinte “spinte” che si rincorrono, e non da un insieme di condizioni date che garantiscano un solo punto di equilibrio, che sono da un lato la ricerca di condizioni di convivenza nel mercato, evitando forme di competizione troppo accese (collusione), e dall’altro l’impegno di ogni partecipante ad introdurre a proprio vantaggio quelle asimmetrie informative che permettano il conseguimento di una posizione dominante (collisione). Questa dinamicità di stimoli e risposte tipica dell’interdipendenza strategica delle azioni implementabili in un contesto oligopolistico è alla base del passaggio dalle teorie economiche classiche a quelle moderne, che permettono una lettura ed un’interpretazione della realtà, non più statica o tendente a posizioni statiche, ma così com’è, cioè un continuo divenire nel quale le imprese adottano strategie variabili seguendo da un lato gli andamenti dei mercati e dall’altro i comportamenti dei concorrenti. Storicamente possiamo scindere lo studio della teoria dell’oligopolio in due fasi: una prima definita CLASSICA ed una più recente contraddistinta dall’applicazione della teoria dei giochi. Il pioniere dell’indagine in questione è senza dubbio l’economista francese Augustin Cournot che nel 1838 elaborò il primo modello di DUOPOLIO, nel contesto di analisi di statica comparata, adottando un concetto di equilibrio che, adattato a tutt’altro contesto verrà richiamato nell’ambito della moderna teoria dei giochi da Nash. Altro importante modello è stato proposto nel 1883 da Bertrand,sulla stessa scia del suo predecessore, ma modificando la variabile strategica di competizione nel prezzo anziché nella quantità di output. Ulteriori contributi vennero da Edgeworth, che nel 1925 sviluppò il modello di Bertrand nell’ulteriore ipotesi che le imprese fossero vincolate dalla propria capacità produttiva, e poi dall’economista tedesco Von Stackelberg che nel 1934 introdusse gli aspetti psicologici del comportamento imprenditoriale. L’aspetto più interessante della teoria di Stackelberg è quello di aver dato origine ad una teoria che in un caso particolare, quello dei due satelliti, ripropone il modello di Cournot e negli altri casi può condurre a situazioni di indeterminazione oligopolistica fino alla situazione estrema di staticità di oligopolio collusivo. La seconda fase prende avvio con la pubblicazione nel 1944 del libro “Theory of Games and Economic Behaviour” scritto dal matematico Von Neuman e dall’economista Morgenstern e procede con altri interessanti studi sul prezzo come elemento strategico di stabilità (Sweezy, Bain e il prezzo limite, Sylos-Labini). La Teoria dei giochi ben si inserisce in questo studio poiché, pur se con buona sintesi e importanti semplificazioni tipiche della rappresentazione di un gioco, applicando modelli logico-matematici al comportamento di decisori razionali in situazioni di interdipendenza e conflitto, rende la visione...
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